domenica 15 novembre 2009

Un'autostrada nel Parco Pineta?


Giovedì 19 novembre alle 21 si terrà a Binago una conferenza pubblica per discutere di un progetto che interesserà anche il territorio di Vedano Olona. Si tratta dell'Alta Pedemontana prevista dal nuovo Piano Territoriale Regionale, un'opera pensata per fluidificare l'intenso traffico tra Varese e Como e che in particolare collegherebbe Malnate con Lomazzo. Un'opera importante quindi, che però non può andare a discapito del nostro Parco Naturale. Sentiremo dalle parole degli esperti i pro e contro di questa iniziativa.

lunedì 9 novembre 2009

Conformemente al nostro impegno di contribuire attivamente alla qualità della vita dei Vedanesi, abbiamo deciso di diffondere e soprattutto riscrivere qui di seguito, in italiano corrente, un enigmatico avviso alla cittadinanza che attende coloro i quali in questi giorni si rechino alla piattaforma ecologica del cimitero. Non entriamo per il momento nel merito del messaggio ma ci limitiamo a rendere pubblico e comprensibile un messaggio che ha messo in difficoltà molti concittadini. Evidentemente qualche problema di comunicazione c'è...



Si ribadisce che nei sacchi gialli contenenti materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica possono essere messi soltanto:
BOTTIGLIE E FLACONI PULITI DI PLASTICA,
SACCHETTI,
VASCHETTE,
VASETTI, e
PELLICOLE PER ALIMENTI.
NON va invece inserito tutto ciò che non è imballaggio come ad esempio:
plastica dura,
giocattoli,
casalinghi,
custodie di CD e DVD,
piatti, bicchieri e posate in plastica.
INOLTRE, SI COMUNICA CHE, D’ORA IN AVANTI, I SACCHI GIALLI NON POTRANNO ESSERE PIÙ CONFERITI ALLA PIATTAFORMA ECOLOGICA.
Pertanto i sacchi gialli dovranno essere esposti entro le ore 6 del mattino del secondo e quarto mercoledì di ogni mese o secondo calendario durante il giro della raccolta porta a porta della plastica.
Questo a seguito della contestazione del gestore incaricato al recupero per una presenza di materiali estranei troppo elevata, che determina delle penalizzazioni economiche a carico del Comune.
Si ringrazia la cittadinanza per la preziosa collaborazione.

giovedì 5 novembre 2009

FEDE E CROCIFISSI

Ma Fede in Gesù Cristo è racchiusa in un crocefisso?
La mia no. La trovo negli occhi dei miei fratelli, nei loro bisogni, nelle loro difficoltà.
È molto facile congelarla su un muro o dentro una chiesa, così poi si può fare, al di fuori di quel locale o di quel tempio, tutto quel che si vuole.
Mi riferisco al fatto che l’egoismo, l’ingordigia, il consumismo, la bramosia, l’odio, l’intolleranza, l’individualismo, il cinismo, la perversione sono la vera essenza della nostra società che si dice “cristiana”.
Chi è veramente cristiano non può sentirsi a suo agio in un mondo così.
È più facile allora guardare quel simbolo sul muro, magari dire una preghierina, girarsi e continuare a fare le porcherie e le vigliaccate che si fanno ogni giorno, incuranti del prossimo.
Un esempio?
Nessuno si è lamentato che le nostre “radiss” cristiane venissero “violentate” dall’apertura dei centri commerciali domenica 1° novembre, giorno di Ognisanti, (e come sarà l’8 di dicembre, festa dell’immacolata) perchè “fa comodo” e “gira l’economia”.
Come hanno potuto quei sindaci “cristiani” dare il permesso all’apertura.
A me che i negozi fossero aperti ha dato molto fastidio (come il fatto che lo fossero anche il XXV aprile)
Avere dei valori vuole dire soprattutto essere pronti, per essi, a compiere sacrifici e a subire privazioni. Se no sono solo bandierine da sventolare quando fa comodo.
Essere Cristiani vuole dire prima di tutto “ amare il tuo prossimo come te stesso”. I crocefissi, le chiese, il clero vengono dopo, molto dopo.
Il crocefisso deve essere solo un “promemoria” per ricordarci di guardare negli occhi dei nostri fratelli.
In troppe occasioni è invece stato usato per fare le guerre.
A partire dal III secolo, quando l’imperatore Costantino se ne impossessò per metterlo sugli scudi dei suoi soldati, attreverso le crociate, la guerra civile tra cattolici protestanti in Irlanda del nord, la guerra in Jugoslavia tra cattolici, ortodossi e musulmani, fino alle guerre sante dei presidenti Bush, il crocefisso è stato “usato”, anzi “abusato” come simbolo dell’odio.
Ateismo vuol dire negare Dio.
Laicità è un’altra cosa.
Laicità è somma di valori, non sottrazione e negazione.
Laicità è libertà. Libertà di credere o no.
La Fede vera, ricercata, meditata, elaborata, libera, trova il suo terreno, ideale per mettere radici, nella laicità.
La fede falsa, quella imposta, indottrinata, mai critica, di circostanza, avversa la laicità e la libertà.
Lo stato e la scuola laici non devono imporre il crocifisso, ma la libertà poterlo esporre o no, accettando esso e anche i simboli delle altre religioni.
L’ora di religione facoltativa dovrebbe essere l’ora delle religioni, di tutte quelle presenti nella nostra società, che devono essere spiegate a tutti con lucida laicità.
Quanti ragazzi (e adulti) sanno che il Dio dei cattolici, degli ortodossi, dei protestanti, degli ebrei, dei musulmani , è lo stesso, quello di Abramo e Isacco?
Quanti sanno che Budda predicava l’amore per il prossimo come Gesù e il rispetto per la natura come S. Francesco?
Se lo sapessero forse inizierebbero a considersi tutti fratelli.
Concludo riassumendo quanto detto con questo concetto:
Gesù di Nazaret, prima di essere sui muri, deve essere nei nostri cuori.


Rolando Lucioni , VEDANO PROGRESSO CENTROSINISTRA

domenica 11 ottobre 2009

saremo tutti più sicuri....

Ma questo non doveva essere il governo della sicurezza per i cittadini?il governo che si ergeva a nemico di tutte le criminalità e che voleva sconfiggere il malaffare tipico italiano?
Non doveva essere il governo che combatte la clandestinità?
Bene tutti questi proclami sono magicamente svaniti mentre di concreto rimane il bilancio di previsione presentato dal governo...
infatti nel trienno 2010-2012 è previsto un taglio di 1 miliardo di euro per il comparto sicurezza con forti ripercussioni sulla sicurezza pubblica di tutti i giorni: meno pattuglie, meno personale, meno controlli, meno risorse per le indagini, ecc...
sembra quasi che ci sia la volontà politica di impedire a che le forze dell'ordine facciano il proprio lavoro nel migliore dei modi.
Tutto questo avrà ripercussioni forti anche sul nostro territorio e anche nel nostro comune.
Ma forse verremo salvati dalle ronde...

martedì 6 ottobre 2009

Ancora sulla targa della Lega nell'ufficio del sindaco

E' stato pubblicato su VareseNews e riportiamo qui di seguito l'intervento del nostro consigliere comunale Vincenzo Orlandino in replica a una nota frettolosa e tendenziosa di un gruppo consiliare di maggioranza.

Spett.le redazione di VareseNews,
mi sento in dovere di replicare alla lettera pubblicata sul vostro sito dai consiglieri pdl del comune di Vedano Olona in merito alla questione della targa della Lega Nord affissa nell’ufficio del sindaco. Nella lettera emerge come il mio intervento sia stato “consequenziale” e quindi in qualche modo subalterno alla mozione presentata dall’ex sindaco Barbesino. Il mio intervento in consiglio è stato esclusivamente volto all’esprimere una opinione su di un episodio rilevante che ha interessato la nuova amministrazione e non ha avuto nessun tipo di legame con la mozione presentata dal consigliere di Progetto Popolare. In rappresentanza del mio gruppo, Vedano Progresso - Centrosinistra, ho ritenuto opportuno rimarcare una mancanza di stile e di rispetto in questo atteggiamento della Lega nell’apporre un simbolo politico nell’ufficio della massima carica amministrativa del nostro comune. Innanzitutto perché l’ufficio del sindaco è un ufficio pubblico e il sindaco, che non è il podestà, come figura istituzionale è il rappresentante di tutti i cittadini vedanesi anche di chi non lo ha votato. In secondo luogo ho pensato ad esprimere una considerazione di ordine politico: come può quel tipo di simbolo rappresentare logiche di integrazione, di identità nazionale (quella italiana…), di rispetto, come si evince dall’articolo dei pidiellini, quando è stata erta a simbolo di secessione e di divisione?
Per quanto riguarda la questione crocefisso… semplicemente non ho mai pronunciato le parole che mi sono state attribuite. I tanti cittadini – che ringrazio – che hanno partecipato fino a notte fonda al consiglio del 28 settembre scorso possono testimoniarlo. E’ stato invece un consigliere di maggioranza ad equipararlo con il simbolo politico in questione al termine di un discorso nel quale sosteneva che se dovesse essere tolto il simbolo delle Lega dovrebbe sparire tutto. La demonizzazione dell’avversario è una tecnica ben collaudata su scala nazionale che è stata qui maldestramente riprodotta per nascondere una debole proposta programmatica e pochezza di idee. Personalmente non voglio assolutamente buttarmi in questa inutile polemica tirata fuori dai banchi della maggioranza sulla presenza o meno del crocefisso in uffici pubblici: mi sono impegnato con i miei elettori ad occuparmi dei problemi quotidiani dei vedanesi, di solidarietà, di istruzione, di sicurezza anche stradale, di ambiente. Vorrei però ricordare a questi signori che non basta apporre simboli religiosi per definirsi cristiani o cattolici o quant’altro…la cristianità e il cattolicesimo sono valori che fanno parte di ogni singolo individuo ed emergono quotidianamente nei comportamenti di ogni singola persona. In questo episodio, di per sé di poco conto, emerge una certa forma di mancanza di rispetto verso chi nella cittadinanza vedanese non la pensa allo stesso modo. Il rispetto per il prossimo, chiunque egli sia, proprio uno dei principi base sia del cristianesimo che del cattolicesimo di cui si fanno paladini molti signori della maggioranza.
Vincenzo Orlandino, consigliere comunale di Vedano Progresso - Centrosinistra

martedì 15 settembre 2009

ORGOGLIOSI DI ESSERE VARESOTTI??????

Ormai in tutta Italia ci vedono come gli orchi verdi, i leghisti, i razzisti, gli intolleranti.
ci dobbiamo vergognare di essere varesotti????

sabato 12 settembre 2009

PORCA SIDELA

Caro sciur Macchi,
ho ricevuto a casa la mia bella copia d’ul rizadign e sono stato colpito dalle sue parole.
Diversi gli argomenti di cui dibattere, meglio quindi affrontarli uno per volta.
Iniziamo con la televisiun.
Sono perfettamente d’accordo con lei, sciur Macchi, che la disinformazione e il rifiuto di trattare temi seri e importanti per la nostra società siano frutto di un piano architettato sapientemente.
Ma da chi?
Forse da quel potere che vuole controllare il popolo, la gente, la democrazia.
Forse da quel potere fascista che, archiviati i metodi dittatoriali, preferisce la diffusione dell’ignoranza, della beotitudine e della frivolezza.
Forse da persone come Licio Gelli e dalla sua P2 (Propaganda 2), dal suo progetto di rinascita (fascista), realizzato grazie all’associato alla P2 n°1816 tramite televisioni e giornali.
A chi appartiene la tessera n°1816? A Silvio Berlusconi, naturalmente!
Sì, sciur Macchi, il vostro presidente del consiglio, proprio l’amico fraterno dell’Umberto!
In che modo? Con l’alienazione della cultura, della critica, del ragionamento e il controllo dell’informazione.
Sì certo, con quei programmi spazzatura come il Grande Fratello di Canale5 o l’Isola dei Famosi e X-Factor di Rai2.
Sì certo, Rai2, la vostra Rai2, quella del vostro sciur Marano.
Questo, più le vostre leggi razziali approvate ultimamente, più l’introduzione delle vostre ronde, o meglio squadracce, mi fa temere fortemente che siano tornati, che siete tornati.
Chi? Le camicie nere …o verdi, poco cambia.
Questo mi introduce al secondo argomento: i nostar radiss.
I me vecc l’eràn vignàscia da malnà e i cànun da vedàn.
Le conosco le mie radici.
Non sono fatte di polenta e bruscit, ma di storia e libertà.
Come quella di mio bisnonno, Giuàn Cànun, socialista, arrestato e incarcerato dai fascisti con don Monza e don De Maddalena.
Le radici sono fatte di storia, di vita vissuta raccontata dai vecc: per ricordare cose belle da tramandare, e cose brutte perché non siano ripetute.
Ma le nostre radici ce le racconta anche la storia studiata sui libri di scuola.
Perché, se è pur vero che ci sono ancora intere generazioni che non hanno avuto la possibilità di andare al di là della quinta elementare, la maggior parte di noi ormai è arrivata fino alla terza media, se non oltre.
Quindi ignorare completamente Manzoni, Verdi, o addirittura il Risorgimento e le Cinque giornate di Milano, ecc. ecc…, non è giustificabile con il non aver potuto studiare. E poi chi ha ascoltato i propri vecchi non può non aver sentito parlare del Fascismo, della Resistenza e della Guerra di Liberazione.
Perché quando si vuole parlare di storia, nessuno può saper tutto, ma cercare di informarsi un po’, quello sì.
I nostar radis, sciur Macchi: perché non era insieme a me il 25 Aprile a ricordare i caduti vedanesi combattenti per la Libertà?
Il 25 Aprile 1945 il Nord Italia, la Padania per usare un termine a lei caro, è insorta e si è liberata dall’invasore.
L’Italia ha tantissimi dialetti, grazie al cielo ancora ben lontani dall’estinzione e forse in nessun’altra nazione vi sono così tante differenze linguistiche. E’ una ricchezza che viene dalla nostra storia.
Questi idiomi infatti sono la conseguenza di centinaia d’anni di occupazione straniera, che ha influito sul nostro parlare: romani, celti, longobardi, germani, franchi, visigoti, ostrogoti e più tardi spagnoli, francesi, austriaci, sono venuti e hanno lasciato il segno. Siamo il prodotto di tantissime culture, etnie, razze e religioni.
Quindi l’Italiano è la lingua della nostra liberazione dall’occupazione e dal potere straniero.
Volete eliminare quello che non è padano secondo voi?
Iniziate con i numeri, sia quelli arabi 0,1,2,3,ecc.., che con quelli romani I,II,III, ecc..
Poi continuate con la carta, inventata dai cinesi e portata in Europa dagli arabi.
Perchè non abolite l’alfabeto, l’algebra, la geometria, la filosofia, inventate dai greci?
Persino la polenta non era certo un piatto celtico, visto che il mais arrivò dall’America solo dopo che fu scoperta, come i tumàtis e pom de tèra. Certamente c’è stato nel XVI secolo qualcuno che li osteggiava come voi fate col kebap.
Sicuramente vorrete fare a meno anche di Yehoshua ben Yosef, Gesù Cristo di Nazaret, ebreo e palestinese, con la pelle dello stesso colore di quelli che adesso ributtate a mare.
È davvero sicuro di sapere da dove partono i nostàr radis?
Ul me fioo l’ho chiamato Giovanni, come mio suocero, indomito muratore bergamasco, e come mio bisnonno Giuàn.
Ma a mi SamantHa, con la H (nome di origine nord americana) ma par mia un nom lumbard, sciur Macchi.
Già, SamantHa con la H. E questo mi porta al terzo argomento.
Suo nonno diceva: “var pu se ‘na bòna zapa che ‘na bòna lapa”.
Il mio invece diceva sconsolato: “ var pu se ‘na bòna lapa che ‘na bòna zapa”. Porca sidela g’aveva rasùn ùl mè.
Ma sun fai ‘n cù de la malora pa’ fa’ levà il porfido da via I° Maggio.
Poi arrivano il Loris e la SamantHa e scrivono "Via I Maggio, una vittoria della Lega".
Porca sidela. Ma giren anca mò adess.
Per la cronaca, sia chiaro che chi ha fatto togliere il porfido sono stati gli abitanti di via I° Maggio, in particolare l’arch. Fulvio Miatello e, senza false modestie, il sottoscritto.
Un ruolo importantissimo lo ha avuto poi Paolo Salmoiraghi , che fin dall’inizio ci ha aiutato, in disparte, per non dare un’impronta politica a un movimento di popolo.
Anche l’allora difensore civico, avv. Enrico Baroffio, bisogna ammetterlo, prima che facesse carriera e indossasse la cravatta verde, ha compiuto il suo dovere in modo egregio. Ma non si illuda, è forse l’unico di voi presentabile.
La lega invece, forse per non calpestare i piedi alla provincia, dove è in maggioranza, si è presentata solo quando la supa l’era già bel’e cota.
Il sciur Battistella infatti, pur essendosi interessato molto prima di voi, aveva già lasciato la lega da un pezzo.
Non mi sembra proprio da lumbard rubare il lavoro degli altri.

Quindi, caro assessore, lasci perdere la guerra tra polenta e kebap, bruscitt e salsicce pugliesi, e si occupi invece dei problemi quotidiani degli abitanti di Vedano che hanno tante e ben altre aspettative nei suoi confronti.



Rolando Lucioni - Vedano Progresso